Il seguito
Maria rimase seduta di fronte a lei, osservandola con attenzione. Marco si muoveva nervosamente per la cucina, poi si fermò vicino alla finestra, ma continuava a voltarsi, come se non riuscisse a stare fermo.
— È svenuta nell’orto… — disse a bassa voce. — Proprio come allora…
Si interruppe, incapace di continuare.
Maria si avvicinò e posò una mano sulla fronte di Anna, poi le prese il polso.
— Da quanto tempo ti senti così? — chiese con calma.
Anna deglutì. La voce le uscì debole, ma chiara.
— Da qualche settimana… ma oggi è peggio.
Marco si voltò di scatto.
— Perché non mi hai detto niente?
Non c’era rabbia nella sua voce. Solo paura. Una paura profonda, che Anna non gli aveva mai sentito.
— Non volevo farti preoccupare… pensavo che sarebbe passato.
Maria sospirò piano.
— Non è semplice stanchezza. Devi andare in ospedale. Oggi.
Anna chiuse gli occhi per un istante. Era proprio quello che voleva evitare.
— Non oggi… domani mattina. Oggi voglio solo stare qui.
— No — disse Marco con decisione, avvicinandosi. — Andiamo adesso.
Nel suo tono c’era quella fermezza che Anna ricordava da bambina. Quando parlava così, non c’era discussione.
— Papà…
— No, Anna. Basta nascondere. Sei venuta per salutarmi, vero?
Le parole rimasero sospese nell’aria, pesanti.
Anna lo guardò. Provò a sorridere, ma non ci riuscì.
— Avevo paura…
Marco si sedette accanto a lei e le prese la mano. Ruvida, calda.
— Anch’io ho paura — disse piano. — Ma non ti lascio sola.
Nei suoi occhi c’era tutto — la fatica, gli anni, la solitudine… e l’amore.
Gli occhi di Anna si riempirono di lacrime.
— Pensavo che sarebbe stato come l’altra volta… che sarebbe passato.
Maria si tolse gli occhiali e li guardò entrambi.
— Forse passerà. Ma non se resti ad aspettare. Devi combattere di nuovo.
Anna abbassò lo sguardo. Dentro di sé sentiva solo vuoto.
— Non so se ne ho ancora la forza…
Marco strinse la sua mano.
— Ce l’hai. Per me. Per i tuoi figli.
La parola figli la colpì più di tutto.
Non aveva pensato a loro. O forse aveva cercato di non farlo.
— Non sanno niente… — sussurrò.
— Lo sapranno quando starai meglio — rispose Marco.
Non “se”. Ma “quando”.
Anna sollevò lentamente lo sguardo verso di lui. E per la prima volta sentì qualcosa di diverso dalla paura.
Una piccola scintilla.
Speranza.
Maria accennò un sorriso.
— Ti do qualcosa per rimetterti un po’. Ma non rimandiamo. Nel pomeriggio partite.
Marco stava già prendendo la giacca.
— Preparati, Anna. Ti porto io.
Anna chiuse gli occhi per un momento. Non era l’addio che aveva immaginato.
Era qualcos’altro.
Si sollevò lentamente dal divano. Il corpo era ancora pesante, ma non c’era più quel vuoto.
Marco la sostenne senza dire una parola.
Quando uscirono nel cortile, il sole era forte, ma l’aria sembrava più leggera.
Anna si fermò un attimo e guardò la casa, il giardino, tutto ciò che era stato la sua vita.
Non era più un luogo di addio.
Era il posto dove aveva ritrovato la forza.
— Andiamo, papà — disse piano.
Marco annuì.
— Andiamo.
Camminò lentamente verso l’auto, sentendo che qualcosa dentro di lei stava cambiando. Non era ancora forza.
Era una decisione.
Che non si sarebbe arresa.
Arrivata alla portiera, si fermò e si voltò.
— Papà… se quella volta non fossi guarita… cosa avresti fatto?
Marco la guardò con calma.
— La stessa cosa. Avrei combattuto con te.
Anna annuì. Ora capiva.
Non era sola.
Salì in macchina. Le mani non tremavano più così tanto. La debolezza c’era ancora, ma non la dominava più.
La strada verso la città era lunga. Fuori scorrevano campi giallastri, alberi, strade polverose.
Marco ogni tanto la guardava, ma non diceva nulla.
Non serviva.
Anna chiuse gli occhi.
E per la prima volta non arrivò la paura.
Ma i ricordi.
Le risate dei suoi figli. Le mattine di corsa. Le piccole cose che non aveva mai davvero notato.
E improvvisamente capì quanto voleva vivere.
Non solo sopravvivere.
Vivere.
— Papà… — disse piano.
— Sì?
— Non mi arrenderò.
Marco strinse leggermente il volante.
— Lo sapevo.
L’auto continuava a muoversi. Il sole era alto e il caldo non diminuiva.
Ma Anna non era più la stessa persona che si era fermata sul ciglio della strada.
Ora andava avanti.
Non scappava.
Andava verso qualcosa.



