Il seguito

La giudice mise da parte i documenti e intrecciò le dita, osservando attentamente sopra gli occhiali. Nell’aula calò un silenzio pesante, così denso che si poteva sentire il respiro accelerato di Livia.

— Il tribunale ha esaminato le prove presentate da entrambe le parti — disse la giudice con tono calmo ma fermo. — Tuttavia, prima di pronunciare la decisione, vi è un elemento che richiede un ulteriore chiarimento.

Matias raddrizzò la schiena. Il suo avvocato rimase immobile per un istante.

— Nel fascicolo è presente una segnalazione proveniente dall’istituto bancario emittente, registrata ieri sera — proseguì la giudice. — Essa riguarda possibili irregolarità nella validazione delle firme digitali e degli ordini di prelievo.

Un lieve mormorio attraversò l’aula. Livia sbatté le palpebre più volte, come se non fosse certa di aver udito correttamente.

— Di che tipo di irregolarità si tratta? — chiese l’avvocato di Matias, forzando un sorriso.

La giudice aprì un’altra cartella, più sottile, con una copertina blu.

— La banca ha avviato un audit interno dopo una segnalazione effettuata da un ex dipendente del reparto informatico. Secondo il rapporto preliminare, diverse transazioni sono state autorizzate tramite un dispositivo secondario, registrato a nome dell’attore e non della convenuta.

Matias rimase impietrito. Per la prima volta dall’inizio dell’udienza, il colore gli scomparve dal volto.

— È impossibile — disse con voce concitata. — Probabilmente si tratta di un errore tecnico.

— È possibile — annuì la giudice. — Proprio per questo il tribunale ha richiesto ulteriori chiarimenti. Tuttavia, il rapporto contiene anche un altro elemento rilevante.

Livia sentì il cuore batterle in gola.

— Le firme sono state copiate da un documento precedente, scansionato, e poi applicate automaticamente agli ordini di pagamento. La convenuta non si trovava nel Paese in quei periodi, come confermano i dati dei controlli di frontiera.

L’avvocato di Matias si alzò di scatto.

— Chiedo la sospensione dell’udienza! Queste informazioni non sono state ancora pienamente verificate!

— Proprio per questo — rispose la giudice — il tribunale non si baserà esclusivamente su tali dati. Ma non può nemmeno ignorarli.

Seguì una lunga pausa. Livia sentì il bambino muoversi di nuovo dentro di lei, questa volta con maggiore calma.

— Alla luce di quanto emerso — continuò la giudice — il tribunale ritiene che le prove finanziarie presentate dall’attore siano quantomeno discutibili. Pertanto, la richiesta di attribuzione esclusiva dell’immobile viene respinta.

Matias aprì la bocca, ma non uscì alcun suono.

— Inoltre — aggiunse la giudice — considerato lo stato avanzato di gravidanza della convenuta e il suo comprovato contributo al mantenimento della famiglia, il tribunale dispone che l’immobile resti nella disponibilità di Livia fino alla definizione definitiva della divisione dei beni.

Le lacrime iniziarono a scendere sul volto di Livia senza che potesse fermarle. Non erano lacrime di debolezza, ma di sollievo.

— In merito ai sospetti di falsificazione e uso di documenti falsi, gli atti saranno trasmessi alla Procura per le opportune verifiche — concluse la giudice. — L’udienza è sospesa.

Il martelletto batté sul banco.

Matias rimase immobile per alcuni secondi, poi si voltò bruscamente e uscì senza guardarsi indietro. Il suo avvocato lo seguì in fretta, già parlando al telefono.

Livia rimase seduta ancora per un momento. Un’addetta del tribunale si avvicinò a lei.

— Signora, ha bisogno di aiuto?

— No — rispose Livia a bassa voce, posando una mano sul ventre. — Stiamo bene.

Quando uscì dall’edificio, l’aria fredda le parve la più pulita che avesse mai respirato. Il cielo era sereno. Per la prima volta dopo molti mesi, sentì di nuovo il terreno solido sotto i piedi.

Non sapeva cosa l’aspettasse in futuro. Indagini, processi, forse altre battaglie. Ma una cosa era certa: non era più sola e non era più sconfitta.

E, per la prima volta, il futuro non le faceva più paura.

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