Il seguito

Marianne sollevò bruscamente lo sguardo, visibilmente irritata.
— Quale contratto? — chiese in tono secco. — Lucas mi ha detto che non esiste nulla del genere.
Elisa rimase calma. Fece scivolare lentamente i documenti al centro del tavolo — tutti con firme e timbri notarili.
— Esiste. Ed è pienamente valido. Firmato davanti a un notaio quindici anni fa. Un dettaglio che Lucas ha ritenuto inutile menzionare.
Il volto di Lucas divenne pallido.
— Elisa… possiamo parlarne da soli?
— No. — la sua voce era bassa ma ferma. — Tutto viene detto qui.
Anna, che fino a quel momento era rimasta in silenzio, intervenne:
— Il contratto matrimoniale stabilisce chiaramente: in caso di infedeltà, provata o ammessa, il coniuge colpevole perde ogni diritto sui beni comuni, inclusa la quota di questo appartamento.
Marianne scoppiò:
— È assurdo! Non potete fare una cosa simile!
— Possiamo, — rispose Anna con calma. — E lo abbiamo già fatto.
Elisa aprì un’altra cartellina.
— Ieri Lucas ha firmato una dichiarazione. Non sapeva esattamente cosa stesse firmando — pensava fossero documenti fiscali. Ma la legge non solleva dalla responsabilità.
Lucas si lasciò cadere sulla sedia.
— Mi hai ingannato…
— No, — lo corresse Elisa. — Ti sei ingannato da solo.
Marianne iniziò a sfogliare i fogli con nervosismo.
— Allora almeno i soldi! Ci spetta metà dei risparmi!
Per la prima volta Elisa sorrise.
— No. Il conto comune è stato svuotato legalmente prima di qualsiasi notifica ufficiale. La maggior parte dei fondi proviene dall’eredità dei miei genitori, cosa facilmente dimostrabile. I miei avvocati hanno già depositato tutta la documentazione.
Marianne si alzò di scatto.
— Sei una manipolatrice! Lucas, di’ qualcosa!
Ma Lucas rimase in silenzio, fissando il pavimento.
— C’è dell’altro, — continuò Elisa. — L’appartamento… non ve lo lascerò.
— Ma avevi detto—
— Ho detto che potevate prenderlo, — la interruppe Elisa. — A determinate condizioni.
— Quali condizioni? — chiese Marianne, sospettosa.
— Una sola: acquistarlo al valore di mercato, in un’unica soluzione, entro trenta giorni.
Anna posò sul tavolo una perizia ufficiale. La cifra era enorme.
Marianne rimase senza parole.
— Io… non ho quei soldi.
— Lo so, — disse Elisa con calma. — So anche dei tuoi debiti. Delle cause in corso. E del fatto che la gravidanza non è mai stata confermata da un medico.
Marianne si immobilizzò.
— Come ti permetti—
— Abbiamo verificato tutto, — Elisa si alzò. — Ogni singola bugia.
Nella stanza calò un silenzio pesante.
Alla fine Marianne afferrò la borsa.
— Non è finita qui.
— Per me sì, — rispose Elisa.
Quando la porta si chiuse alle sue spalle, Lucas rimase solo con Elisa.
— Ti prego… — mormorò. — Possiamo sistemare le cose?
Elisa lo guardò a lungo, poi scosse lentamente la testa.
— Non voglio sistemare qualcosa che è stato costruito sulle bugie.
Una settimana dopo Lucas si trasferì in un appartamento in affitto. Il divorzio si concluse rapidamente, senza scandali. Marianne scomparve dalla sua vita così come era apparsa.
Elisa rimase nell’appartamento. Lo riorganizzò, cambiò l’atmosfera. Mise da parte i vecchi ricordi e iniziò a crearne di nuovi.
Una mattina, guardando la città dalla finestra, capì una cosa semplice e liberatoria:
La casa non è una questione di chi se ne va. È una questione di chi rimane integro.
E per la prima volta dopo molti anni, Elisa sorrise senza paura.



