Ho messo un lassativo nel caffè di mio marito prima che uscisse per incontrare la sua amante… ma quello che è successo dopo è stato peggio di quanto immaginassi. – admin
Non rispondeva più con la stessa rapidità di prima, e questo mi dava fastidio.
“Dove vai tutto vestito di tutto punto?” chiesi, appoggiandomi allo stipite della porta.
“Riunione”, rispose, afferrando le chiavi. “Importante, strategia, sinergia.”
Pronunciò quelle parole come se avessero un significato preciso.
“Sinergia con il pizzo?” mormorai.
Ma lui era già andato via.
Dieci minuti dopo…
“Accidenti!” urlò da fuori.
Osservai dalla cucina.
Avevo una bottiglia di lassativo in mano.
Non fu una decisione impulsiva.
Mesi di silenzio, chiamate che si interrompevano al mio ingresso nella stanza, “riunioni urgenti” di venerdì.
E il messaggio che avevo visto il giorno prima: “Ci vediamo domani, non dimenticare il mio profumo preferito.” “Carolina.” La nuova segretaria.
Feci un respiro profondo.
“Dov’è il mio caffè?” urlò dalla porta.
Gli porsi la tazza.
“Una piccola sorpresa”, dissi sorridendo.
La bevve tutta senza esitazione.
Di nuovo quell’inganno.
“Dove vai tutto vestito elegante?” chiesi.
“A una riunione”, rispose, afferrando le chiavi.
La porta si chiuse con un tonfo.
Passarono dieci minuti e…
“Accidenti!” un altro urlo.
Uscii in veranda con un’espressione innocente sul viso.
Lui era in piedi accanto alla macchina, stringendosi lo stomaco.
“Cosa mi hai dato?” urlò. “Non ce la faccio ad arrivare in bagno!”
“Sei nervoso?” chiesi con finta preoccupazione.
Impallidì.
“Cosa?”
“Dicono che quando sei nervoso prima di un appuntamento, il tuo corpo reagisce.”
Corse di sopra.
«Non pensare nemmeno di usare il bagno di sopra», aggiunsi.
Si bloccò a metà passo.
«Perché?»
«Lo sto pulendo.»
Fu indimenticabile.
Lui, completamente imbarazzato, con il suo “importante” incontro rovinato, correva per casa.
E io chiamai i miei amici. La serata prometteva bene.
Tornando a casa due ore dopo, profumavo di birra e di libertà.
Lui era seduto sul divano, pallido e depresso.
«Ti sei divertita?» chiese.
«Molto», risposi.
«Carolina mi ha mandato un messaggio.»
Rimasi in silenzio.
«Ho annullato l’incontro.»
«Davvero?» chiesi, sorpresa.
Si passò una mano sul viso.
«Perché oggi ho capito una cosa.»
Aspettai.
“Se mi serve un lassativo per ricordarmi che sono sposata, allora ho già esagerato.”
Silenzio.
Espirai lentamente.
“La prossima volta,” dissi, “metterò semplicemente le valigie vicino alla porta.”
Questa volta, rimase senza parole.
E capii che la vendetta non è sempre rumorosa e distruttiva.
A volte è solo un promemoria.
Che il rispetto è qualcosa che si insegna con dolcezza, oppure che la vita ti insegna… a modo suo.
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